martedì 1 agosto 2017

Il Perdon d'Assisi

Dal mezzogiorno del 1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto, per disposizione di S.S. Onorio III Papa di Roma, tutti i fedeli cattolici possono lucrare l'indulgenza plenaria annessa al "Perdon d'Assisi" (altresì detto "della Porziuncola").




La tradizione narra che san Francesco d’Assisi la domandò direttamente a Gesù Cristo, quando ne ricevette l’apparizione in una nottata del 1216, insieme con la Madonna e con numerosi angeli, mentre egli si trovava in preghiera nella chiesetta della Porziuncola.
Francesco, nato intorno al 1182 ad Assisi (dove morirà nel 1226), aveva ormai abbracciato la vita religiosa da una decina d’anni ed era superiore dell’Ordine, riconosciuto da papa Innocenzo III nel 1210. Ciò nonostante, secondo le antiche fonti, il frate era stato colto dalla violenta tentazione di abbandonare la vocazione consacrata e di tornare nel mondo a godersi le ricchezze paterne. Per vincere la diabolica istigazione si era gettato nudo in mezzo a un roveto, che si trasformò in un cespuglio di rose prive di spine.
A quel punto due angeli gli erano apparsi dinanzi e lo avevano condotto in cappella, dove il Signore gli chiese che cosa desiderasse per la salvezza delle anime. La risposta di Francesco fu pronta: «Benché io sia misero e peccatore, ti prego che a quanti – pentiti e confessati – verranno a visitare questa chiesa, tu conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe». Anche la reazione di Gesù fu immediata: «Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande, ma di maggiori cose sei degno e maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio Vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza».
Francesco si recò da papa Onorio III, il quale diede l’approvazione, chiedendogli per quanti anni volesse tale indulgenza. Il frate replicò: «Padre santo, non domando anni, ma anime!»

La disposizione pontificia, in nome della grande misericordia d'Iddio filantropo, testualmente concede l'Indulgenza plenaria alle presenti condizioni:
  • Ricevere l’assoluzione per i propri peccati nella Confessione sacramentale, nel periodo che include gli otto giorni precedenti e successivi alla visita della chiesa della Porziuncola, per tornare in grazia di Dio;
  • Ascoltare una S. Messa, accostandosi alla S. Comunione nello stesso arco di tempo indicato per la Confessione;
  • Visitare la Basilica Assisiense della Porziuncola, ove si rinnovi la professione di fede, mediante la recita del Simbolo Niceno-Costantinopolitano (professione di fede dei Concilî di Nicea e Costantinopoli, 325-381, seu "Credo") per riaffermare la propria identità cristiana, e si reciti il Pater Noster, per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo;
  • Una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice. Normalmente si recita un Pater, un’Ave e un Gloria; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il romano pontefice. (Nota Bene: quando si prega per le intenzioni del Santo Padre, si prega per la naturale intenzione della Somma Autorità della Chiesa, quale può esser la conversione de' peccatori, l'esaltazione della S. Madre Chiesa e l'umiliazione de' suoi inimici; NON si prega dunque per l'intenzione personale, che in quanto umana è fallibile, del Successore di Pietro regnante, specie quando si possa dubitare della di essa cattolicità e ortodossia).
Tale indulgenza, ottenibile quotidianamente per lo special privilegio concesso alla Basilica, dalle ore 12 della festa di S. Pietro in Vincoli (I agosto) alle ore 24 del successivo giorno, festa di S. Alfonso Maria de Liguori per la chiesa Universale, nonché della dedicazione della Basilica della Porziuncola pel calendario serafico  (II agosto), è concessa anche visitando una qualsiasi chiesa parrocchiale o chiesa francescana, ivi recitando il Pater e il Credo e adempiendo alle suddette altre condizioni.

Approfittiamo di questa gran grazia che abbiamo ottenuto per intercessione del nostro serafico padre tra i santi Francesco d'Assisi, un'indulgenza plenaria per la remissione completa della pena temporale che abbiamo meritata coi nostri peccati e che dovremmo scontare nel terribile fuoco Purgatorio, applicabile all'anima nostra o a quella di un caro defunto. Non sprechiamo queste grazie che la misericordia di Dio, a mezzo della provvidenza della sua Santa Chiesa, concede a noi, suoi figli diletti ancorchè sovente rigettanti il suo amore.

Deo gratias!

Fonti: Chiesaepostconcilio; sito uffiziale della Basilica Assisiense

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