lunedì 28 agosto 2017

Dobbiamo noi definirci "cattolici tradizionalisti"?

Perché ci dovremmo definire "cattolici tradizionalisti" (come del resto facciamo spesso, e così siamo anche conosciuti al di fuori) è una domanda che non sorge molto spesso, ma in realtà è un argomento molto interessante, che anche dovrebbe far pensare alla situazione attuale della Chiesa.

Infatti, "tradizionalista" è un appellativo abbastanza recente (non si trova in nessun documento antecedente al 1910), e non è né esatto né esaustivo (anche se è chiaro e immediato nel suo significato) per definire coloro che professano la Fede Cattolica nella sua integralità, senza sconti o concessioni al mondo o alle false religioni, e che dovrebbero più correttamente essere definiti (queste sono proposte che ho trovato online e mi paiono più adeguate) cattolici integrali (ch'è ben diverso da integralisti, e indica che noi professiamo la dottrina cattolica completamente e senza riserve), cattolici semper idem (mutuando l'espressione del Card. Alfredo Ottaviani di felice memoria, che indica che noi professiamo la stessa fede apostolica che ci è tramandata da duemila anni, senza mutazioni di sorta), o, ancor meglio, cattolici, simpliciter.

Dicevamo infatti che il termine "tradizionalisti" compare nel 1910, nella lettera apostolica del Papa San Pio X "Notre charge apostolique", scritta per condannare le tesi laicizzanti e filo-socialiste dei modernisti Le Sillon e Sangnier, nella quale il Sommo Pontefice scrive chiaramente: "I veri amici del popolo non sono né rivoluzionari, né novatori, ma tradizionalisti." Questa è la prima volta che si ritrova, sia in un documento ufficiale della Chiesa che in un qualsiasi altro scritto, la parola "tradizionalisti", semplicemente perché antecedentemente non vi era bisogno di specificarla. Noi sappiamo infatti che per la fede Cattolica la Rivelazione ci è tramandata attraverso due canali: le Sacre Scritture e la Santa Tradizione, ossia il patrimonio di consuetudini e fedi comuni della Chiesa che si accordano all'insegnamento degli Apostoli, i quali due canali si pongono su un piano identico e parallelo. Così è anche per gli Ortodossi, che professano pur in stato di scisma la dottrina autentica e apostolica, ma tale verità è rigettata dai Protestanti, che pretendono di basarsi sulla Sola Scriptura, concetto rigettato già dagli antichi Padri della Chiesa che vedevano nella Tradizione lo schema attraverso cui interpretare rettamente la Scrittura. Tutti i Cattolici, credendo nella Santa Tradizione, sono dunque, in un certo qual senso, "tradizionalisti".
Il termine introdotto da San Pio X occorre a distinguerci però da un'altra corrente interna alla Chiesa, quella dei modernisti. Con una differenza sostanziale, però: i modernisti (altresì detti progressisti o novatori) sono eretici e sono fuori dalla Comunione del Corpo mistico di Cristo, di cui sono membra morte sul piano spirituale, anche se fisicamente vivono all'interno della Chiesa e anzi oggi ne costituiscono la maggioranza. Ma dunque, se i modernisti sono eretici, non sono cattolici, e di cattolici restano solo i tradizionalisti, che per questo han ben da chiamarsi semplicemente cattolici, senza tante etichette che sono inutili per chi sa di professare l'unica autentica fede cattolica, ortodossa ed apostolica, insegnata dalla Chiesa Cattolica Romana da duemila anni, con Pietro e sotto Pietro.

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