lunedì 14 agosto 2017

Sulla Misericordia di Maria

Alla vigilia della gran festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria, proponiamo una lettura spirituale dagli Annali dell'Ordine de' Frati minori Cappuccini (dato in Venezia, 1643), riportato come exemplum anche da S. Alfonso Maria de' Liguori nel suo splendido e profondo trattato Le glorie di Maria (VII, un.)

Tipica rappresentazione della Mater Misericordiae nella consuetudine ucraina

Nelle Croniche de' Padri Cappuccini (Cap. 11, part. 1) si narra che in Venezia vi era un celebre
avvocato il quale con frodi e male arti si era fatto ricco, onde viveva in malo stato. Altro forse
non avea di buono che 'l recitare ogni giorno una certa orazione alla S. Vergine. E pure questa
misera divozione gli valse a scampare dalla morte eterna per la misericordia di Maria. Ecco
come.
Per sua sorte prese amicizia quest'avvocato col P. Fra Matteo da Basso, e tanto pregollo che un
giorno venisse il padre a pranzare in sua casa, che finalmente questi lo compiacque. Giunto in
casa, gli disse l'avvocato: Or, padre, io voglio farle vedere una cosa che non avrà veduta mai. Io
ho una scimmia ammirabile che mi serve come un valletto, lava i bicchieri, mette a tavola, m'apre  la porta. Veda, rispose il padre, che questa non fosse scimia, ma qualche cosa più che scimmia; la faccia venire qui. Chiamano la scimmia, la richiamano, la cercano da per tutto, e la scimmia non comparisce. Finalmente la trovano sotto d'un letto nascosta in un basso della casa; ma la scimmia di là non volea uscire. Orsù, allora il religioso disse, andiamo noi a trovarla; e giunto insieme  coll'avvocato dove questa stava: Bestia infernale, disse, esci fuori, e da parte di Dio ti comando a palesare chi sei. Ed ecco la scimmia rispose che era il demonio, e che stava aspettando che quel  peccatore avesse lasciata di dire in qualche giorno quella solita orazione alla Madre di Dio,  perché la prima volta che l'avesse lasciata, egli aveva licenza da Dio d'affogarlo e portarlo all'inferno. A tale avviso il povero avvocato si buttò genuflesso a cercare aiuto al servo di Dio, il  quale gli fece animo e comandò al demonio di partirsi da quella casa senza far danno. Solo ti do
licenza, gli disse, che in segno d'esserti partito rompa una muraglia di questa casa. Appena ciò
detto, si vide con gran fracasso fatta nel muro un'apertura, la quale benché più volte chiusa con calce e pietre, volle Dio che restasse palese per molto tempo; finché per consiglio del servo di
Dio si pose in quella un marmo colla figura di un angelo. L'avvocato si convertì e speriamo che
d'indi in poi perseverasse nella mutazione di vita sino alla morte.

Mater misericordiae, ora pro nobis!

Nessun commento:

Posta un commento